Tutti lo aspettavano come se fosse questo il vero codice della privacy, e soprattutto come se fosse questo a dettare l’inizio delle specifiche attività sul nostro territorio, in realtà il recente D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101 ha sviluppato lo’adeguamento della normativa nazionale (D.lgs 196/2003) alla disciplina dettata nel Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

Il decreto di adeguamento 101 dell’agosto 2018 entra in vigore dal 19 settembre 2018.

Vedremo nel dettaglio alcune regole intanto segnaliamo

Art 22 – Altre disposizioni transitorie e finali

Che al primo punto riporta “1. Il presente decreto e le disposizioni dell’ordinamento nazionale si interpretano e si applicano alla luce della disciplina dell’Unione europea in materia di protezione dei dati personali e  assicurano  la libera circolazione dei dati personali  tra  Stati  membri  ai  sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 2016/679.“, ciò ove mai ve ne fosse bisogno a chiarire che si tratta di un adeguamento che muove le proprie deliberazioni ai sensi del regolamento europeo.

Al punto 3 “3. Sino all’adozione dei corrispondenti provvedimenti  generali  di cui  all’articolo  2-quinquiesdecies  del  codice   in   materia   di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo  n.  196 del 2003, i trattamenti di cui al medesimo articolo,  già  in  corso alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  possono proseguire qualora avvengano in base a espresse disposizioni di legge o regolamento o atti amministrativi generali, ovvero nel caso in  cui siano stati sottoposti a verifica preliminare  o  autorizzazione  del Garante per la protezione dei dati personali, che abbiano individuato misure e accorgimenti adeguati a garanzia dell’interessato.”, chiarendo che quanto in essere con il vecchio decreto ha validità previo assenza del Garante o tramite verifiche ma sempre nell’ottica della protezione verso l’interessato.

Al punto 4 “4. A decorrere dal 25 maggio 2018, i provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con il suddetto regolamento e con le disposizioni del presente decreto.”, dichiara esplicitamente che anche gli stessi provvedimenti emanati dal Garante vedono applicazione solo se compatibili con il regolamento europeo.

Al punto 13 “13. Per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Garante per la protezione dei dati personali tiene conto, ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative e nei limiti in cui risulti compatibile con le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679, della fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie.” , si chiarisce che non vi è nessuna bonifica ma tutto avviene nei limiti di eventuali problematiche purché nel rispetto del regolamento europeo.

All’ art 27 Abrogazioni , cita espressamente che è abrogato l’allegato b, meglio conosciuto come l’allegato recante gli obblighi sulle misure minime di sicurezza.